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la curiosità è il sale della vita
SOCIETA'
20 dicembre 2010
Paolo Barnard .... quale futuro.

NON POSSO CONDIVIDERE LE CONCLUSIONI DI QUESTO SCRITTO, MA RESTA INDUBBIA E CONDIVISIBILE LA RIFLESSIONE E LA PRECISIONE DELLE FONTI:

E SE L'IRLANDA FOSSIMO NOI?

WWW.PAOLOBARNARD.INFO

Come si arriverà al giorno...

 Come si arriverà al giorno in cui un commando di tre persone attende Mario Draghi all’uscita della sede del Financial Times a Londra e lo ammazza con due colpi alla testa?

Come si arriverà al giorno in cui una donna portoghese tornerà da un viaggio in Marocco e si farà saltare in aria nella hall della Banca Centrale Europea al passaggio di Angela Merkel e di Wolfgang Shauble?

Come si arriverà al giorno in cui Sergio Marchionne sarà accoltellato da un impiegato Fiat in un ristorante di Roma?

Come si arriverà al giorno in cui uno scrittore poserà le dita sulla sua tastiera e scriverà ciò che oggi ancora non si deve scrivere, e cioè che l’unico atto rimastoci per non morire da vermi, l’unico che ci è stato lasciato dal Potere, è di dare la nostra vita mentre spegniamo quella dei criminali di massa come Draghi, Merkel, Shauble, Marchionne, Cameron, Blankfein, Juncker, Amato, Alesina, Trichet, Attali, Barroso e i loro soci? Perché siamo vicini, molto vicini badate bene, al destino dei ribelli islamici che oggi conosciamo come irragionevoli folli sanguinari, e che invece sono come noi, cioè voci cui non fu lasciata altra voce se non quella di immolarsi in atti di cieca disperazione. Questo fa il Potere, che si chiami Impero americano e sionista, o che si chiami Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea, Gruppo Bilderberg e mercati di capitali coi loro sacerdoti di cui sopra, esso ti schiaccia, ti tortura, ti dissangua, t’inganna, ti umilia, e ti prende per i fondelli con la menzogna dei mezzi di lotta democratici fino al punto in cui l’individuo si trova talmente senza voce, talmente disperato, talmente soffocato dai muri di gomma da prendere un’arma, un coltello, una cintura di esplosivi e reagire nell’unico modo che lo stesso Potere gli ha lasciato. E quando questo accadrà, il Potere invertirà i ruoli di vittima e carnefice ed ecco che Hamas non è più l’erede brutale di 80 anni di sevizie assai più brutali a un intero popolo; Hamas è il terrorista. E i tre uomini che sparano a Draghi non sono più il  parto orrendo di un orrore ancora più grande, cioè milioni di persone spolpate vive per il profitto di un centinaio di miliardari; essi sono i terroristi.

La domanda rimane: come si arriverà a quei giorni? Leggete sotto come ci si arriverà.

Scrive il Prof. Robert E. Prasch, economista del Middlebury College, USA: “L’Irlanda poteva semplicemente dichiarare il fallimento, rinegoziare il suo debito e far capire ai suoi creditori che l’alternativa era prendere o lasciare un’offerta unilaterale del governo di Dublino. Ma il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la UE hanno intuito questa via d’uscita e hanno inserito nei termini per il ‘salvataggio’ dell’Irlanda la pretesa che il suo governo si giocasse come garanzia per gli investitori i soldi del Fondo di Riserva delle Pensioni Nazionali Irlandesi… detto in parole povere, la sopravvivenza dei pensionati d’Irlanda sarà ostaggio di questo accordo.” E poi: “Non deve sorprendere venire a sapere che fra le condizioni del medesimo accordo di ‘salvataggio’ d’Irlanda ci siano dettagli inspiegabili come l’obbligo per le famiglie di dotare ogni casa di un contatore dell’acqua a unità separate, precondizione essenziale per la privatizzazione del servizio. O la riduzione dei già miseri stipendi minimi. Cos’hanno a che fare i contatori dell’acqua e gli stipendi minimi con le frodi bancarie, le deregulation, e la condotta folle del governo che hanno creato e nutrito questa crisi? Li hanno incastrati: il FMI, la UE e il governo di Dublino sono d’accordo che la via migliore è di smollare i rischi e i costi associati col salvataggio delle banche a coloro che non c’entrano nulla con quella frode e che ne hanno beneficiato zero.” E ancora: “Gli appiopperanno più tasse e più alte, abbasseranno gli stipendi dei dipendenti pubblici, alzeranno le rette per gli studenti, crollerà l’assistenza ai poveri e ai disoccupati, saranno tagliati i benefici alle famiglie con bimbi piccoli, mentre saranno salvati i gruppi di ricchi, le corporations, quasi tutti i dirigenti di banca e gli speculatori stranieri.” Infine: “Senza dubbio i banchieri e i burocrati del Fondo Monetario Internazionale e della UE hanno colto nella crisi irlandese un’opportunità eccezionale… di imporre agli irlandesi una politica economica decisa da un potere non eletto e fuori controllo, esattamente come sotto l’egemonia britannica dell’800… Il capitalismo della catastrofe è approdato in Irlanda.

Per favore, rileggete, pensando che stiamo parlando di esseri umani come me e come te, che hanno una sola vita, e in questa sola vita si giocano tutta la già minima quota di speranza, di amore, di autostima, di bene per i propri figli, un poco di gioia magari ogni tanto, prima che una malattia o la sofferenza gli spengano le luci. Non avranno una seconda chance, questa vita è tutto ciò che hanno, ma cento uomini nelle stanze del loro potere hanno deciso, per profitto, che milioni di loro, e i loro figli, devono schiattare da vivi, piangere, sentire il degrado, la melma della precarietà alla gola sempre… e poi morire. Ci può essere una cosa più infame?

Per favore, rileggente, sapendo che arriveranno anche qui, perché il piano del colpo di Stato finanziario europeo lo prevede in termini certi. Funziona così, badate alla perversa frode con cui ci ammazzano: l’agenzia di rating Moody’s (dà le pagelle ai governi e chi sgarra sanguina) viene istruita di abbassare il voto dell’Italia; immediatamente i titoli di Stato emessi dal nostro Tesoro dovranno pagare un tasso di interesse più alto perché chi li compra ha visto la bocciatura di Moody’s e non si fida più di noi, quindi per comprarli pretende di guadagnarci di più; poiché non abbiamo più moneta sovrana, cioè usiamo l’euro prendendolo in prestito dai mercati privati, pagare interessi più alti significa per noi doverci indebitare ancor di più; ma di nuovo i mercati si allarmano perché temono che facciamo bancarotta e questo significa per Roma “cadere vittima di una spirale di bocciature (da parte di Moody’s) che portano ad ancora meno fiducia dei mercati, che porta ad ulteriori bocciature, che portano a tassi sui titoli di Stato ancora più alti e così fino al collasso” (Financial Times). Non se ne esce, impossibile. Nel panico da crash finanziario, il governo di Roma, come quello di Lisbona, Madrid, Atene ecc., deve accettare l’arrivo dei tecnici del FMI, e… la ricetta è quella di Dublino, sangue dei cittadini, pacchia per i manager e privatizzazioni selvagge del nostro bene pubblico nelle tasche degli speculatori. Uno dei loro sicari, Barclay’s Capital, lo scrive nero su bianco: “(Lo Stato) evita di dover vendere questi titoli solo se accelera le privatizzazioni.

Tutto questo orrore, che già ha soffocato un’enorme fetta di economia italiana - aziende, lavoro, posti pubblici, stipendi pubblici, servizi, istruzione, precari…-  e che nei prossimi 5 anni ci farà conoscere il più devastante attacco ai salari della Storia moderna, proviene, lo ricordo, da una pianificazione di 70 anni da parte delle elite finanziarie che è culminata con l’introduzione dell’euro come arma finale per lo sventramento di ogni residua sovranità dello Stato nel creare ricchezza per i propri cittadini (si legga Il Più Grande Crimine). La realtà è che ogni singola parola spesa dai criminali che ho citato all’inizio e dai loro soci mira precisamente all’opposto di ciò che dichiarano, cioè mira a stringere ancora di più la spirale di collasso finanziario degli Stati descritta dal Financial Times poco sopra. Ma intanto i media ci dicono che Wikileaks è la notizia! che Berlusconi è la crisi!, che Obama è la speranza!

Mario Draghi, in un inglese robotico, ha appena declamato in un’intervista video al massimo quotidiano finanziario della City di Londra che “… si devono rendere le regole già esistenti ancora più stingenti, più severe. Sanzioni, costi politici e sanzioni finanziarie devono diventare misure praticamente automatiche, così da dare alle nazioni con politiche deboli, incapaci di fare la cosa giusta, la forza per correggersi.” Draghi, criminale falsario, usa le parole vere: fare la cosa giusta come impegnare i soldi guadagnati in una vita di lavoro da milioni di pensionati per garantire i profitti degli speculatori che hanno ‘cucinato’ questa catastrofe economica mondiale con la complicità tua, di Moody’s, di Giuliano Amato, della Goldman Sachs di New York cui tu rispondi quotidianamente e che ti ha creato, e dove un infame uomo che risponde al nome di Lloyd Craig Blankfein ha detto, mentre milioni di esseri umani perdevano la casa, la salute, il futuro dei figli nella loro unica vita, che “Goldman Sachs fa il lavoro di Dio.” Fare la cosa giusta come illudere decine di migliaia di operai italiani che la Fiat li tutelerà, quando la Fiat del criminale Marchionne sa benissimo che si prospetta non solo il collasso dei salari di tutti gli operai europei, ma anche la dismissione totale del lavoro umano dalle catene di montaggio di tutti gli stabilimenti. Fare la cosa giusta come impedire allo Stato dei diritti nato dal pensiero illuminista di usare la moneta sovrana per fare ciò che lo Stato deve fare: spendere a deficit per creare ricchezza nei cittadini, mentre tu e i tuoi soci criminali avete sottratto all’Italia di noi umani 457 miliardi di euro di ricchezza in 2 anni, e lo hai pubblicato tu nei tuoi bollettini di Banca d’Italia il 16 dicembre 2009. Fare la cosa giusta come sedere di fronte a una telecamera con la tua voce robotica che copre le mattine, le sere e le notti di milioni di vite spezzate per il tuo e per il vostro profitto. Criminali.

Mi chiedevo all’inizio come si arriverà al giorno in cui… Una cosa la so per certa, Draghi:

“… e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno…


Per noi, la gente.

E' vero che siamo strozzati dai ritmi di vita; è vero che lottare contro il Potere è oggi come attraversare un labirinto di muri di gomma, chi lo ha fatto lo sa bene; è vero che i mezzi di lotta cosiddetti democratici sono in gran parte una frode; è vero che 'loro' sono spietati e che non ci risparmiano nulla; ed è vero che tutto ciò finisce per costringere le loro vittime all'angolo della violenza. Ma l'apatia di milioni di noi non si può giustificare. E la miopia della minoranza attiva ossessionata dal 'cortiletto del potere', ancora meno. Il Mahatma Gandhi, quello vero, predicò di affrontare il proprio nemico facendosi persino macellare col sorriso sulle labbra. Ma disse anche che se non si posseggono i mezzi per fare ciò, l'apatia non può mai essere giustificata, e allora che si imbraccino i fucili e si spari al nemico. Questo disse Gandhi.


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permalink | inviato da Spinnaker il 20/12/2010 alle 11:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
DIARI
3 agosto 2009
remember
un anno fa l'inizio della fine.
una creatura sensibile, generosa, unica, ha iniziato il suo viaggio verso la verità. quanto aveva ancora da vedere, insegnare, imparare, donare. Noi siamo la testimonianza della sua esistenza; la certezza e la concretezza del suo messaggio. Noi con tutte le contraddizioni, gli errori, le sofferenze e la speranza cerchiamo di mettere in pratica l'umiltà e la sete di conoscenza che sono legati a doppio nodo al nostro DNA. Cosa i figli possono donare ai padri se non l'immortalità? La speranza che ci muove è provare a realizzare gli atti incompiuti, i sogni e le idee di chi li ha generati con amore e li ha cresciuti con sacrificio... Cercare di essere per non dimenticare... sapere di essere nonostante ciò che si pensa o si fa è la certezza, ma la crescita sta nell'accettarlo con umiltà e vivere con abnegazione ed operosità verso la meta, quale che questa sia.
manca come l'aria la sua spontaneità .... manca come la luce la sua sincera intuitività e la sua lungimirante riflessività. Papà è unico, ma imitabile. Spero che mio figlio possa conoscerlo attraverso me.
Ti Amo Papà e grazie per tutto il tempo che ci hai dato della tua esistenza terrena!



permalink | inviato da Spinnaker il 3/8/2009 alle 1:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 settembre 2008
IL FUTURO DEL SERVIZIO PUBBLICO
Non è un “Buongiorno” per le Regioni. Non è un buon giorno per il Servizio Pubblico. Quel tanto millantato federalismo e l’autonomia amministrativa ed economica dei Presidenti, delle Giunte, dei Consigli, sono ormai echi di fantasmi elettorali. Quando un’Azienda come la Rai si permette il lusso di limitare, tecnologicamente ed editorialmente, la liberta di sviluppo e di comunicazione di enti fondamentale come lo sono le Regioni, le Province ed i Comuni, è imminente il peggio. Siamo costretti, nostro malgrado, dopo tante lotte, tante trattative andate in un nulla di fatto, a denunciare pubblicamente i soprusi che stanno portando allo smantellamento del servizio pubblico radiotelevisivo italiano.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, ormai colmo di nefandezze, è la famosa produzione “Buongiorno Regione”: un fitto e sofisticato sistema di collegamenti, di comunicazione di promozione territoriale, di servizi al cittadino, atto a migliorare l’offerta della RAI – Servizio Pubblico ed avvicinare le istituzioni ai contribuenti, che sta prendendo le forme del più grande FLOP della storia della televisione nel mondo. Prima si pubblicizza sulla terza rete una data di partenza, poi si organizza l’impianto produttivo e la dirigenza RAI si rende conto che non siamo pronti. L’Azienda, senza alcun investimento sui mezzi e sul personale (peraltro ridotti all’osso per l’assenza di nuove tecnologie e di corsi di formazione), sta lanciando strutture fatiscenti e personale insufficiente in un mercato competitivo e di altissima qualità. Pensare di raddoppiare, ed in qualche caso (come nelle grandi regioni) triplicare la produzione interna con lo stesso portfolio produttivo ha dell’incredibile.
Questa strategia, che da anni favorisce l’inserimento indiscriminato nelle linee produttive di agguerriti service privati, sembra la prima pietra tolta per il graduale e volontario smantellamento dell’Azienda ed il conseguente impoverimento del Servizio Pubblico.
Prima si offre ai lavoratori un’impresa irrealizzabile, carte alla mano, poi accertata l’impossibilità a produrre autonomamente si passa al “Regime di Straordinarietà”, noto a tutti con il nome di APPALTI. Gli amministrativi “incapaci” li chiamano “la salvezza”, perché riescono sempre a realizzare tutto quello che gli si chiede senza limite di tempo o di attrezzature: BASTA PAGARE.
Gli APPALTI non hanno diritti e doveri se non quelli scritti in un contratto, il cui unico scopo è salvaguardare i grandi profitti non i piccoli lavoratori. Quando una redazione organizza un piano di lavorazione per il TG che prevede per una sola unità lavorativa la realizzazione di 10 servizi giornalistici in poco meno di tre ore, già sa di doversi rivolgere ad un appalto. Quando una Produzione informata delle necessità di realizzazione di un programma, non pianifica una troupe per un backstage, sa che dovrà rivolgersi ad un appalto. Quando un dirigente conosce gli eventi che l’Azienda ha l’obbligo di seguire, perché parte integrante dell’offerta del Servizio Pubblico, non pianifica debitamente le squadre alla sua dipendenza, sa che dovrà rivolgersi ad un appalto. Il problema non è solo “l’incapacità più o meno volontaria di gestione”, ma sono sia il dispendio enorme di danaro pubblico necessario per mantenere questo status quo che la mancanza di controllo diretto sulla qualità e sulla professionalità necessari alla produzione televisiva.
A 33 anni dalla riforma della RAI – Servizio Pubblico, le prospettive di crescita collettiva si trasformano in speranze di sopravvivenza. Una macchina produttiva di eccellenza nel mondo, come è la nostra Azienda, non può essere abbandonata e lasciata marcire per la mera fame di profitto di quattro burocrati.
La dipartita dell’autonomia produttiva della RAI, a favore del settore privato, mina seriamente la funzionalità e la fruibilità dell’Azienda da parte degli Enti Pubblici che hanno bisogno della comunicazione libera dalle mire dei “Governanti dell’economia”. Come può una macchina come lo Stato, con tutte le sue strutture, perdere la gestione diretta della comunicazione, simbolo primario della democrazia, lasciandolo nelle mani dell’investitore più ricco che non è mai il più assennato?
La nostra denuncia non può restare lettera morta, unico gesto di ribellione e di rivalsa contro chi mortifica la professionalità, la passione, la storia, la qualità della RAI e dei suoi dipendenti.
Chi oggi, come noi, tende la mano nel chiedere aiuto per affrontare la lotta sociale in atto non è solo un contribuente o un elettore, un lavoratore o un genitore, ma è il presente ed il futuro dell’Italia; un’Italia dove il senso di libertà, di sussidiarietà, di democrazia non devono e non possono essere espressione del potere economico costituito e regolati dalle leggi del mercato e del profitto.

19 luglio 2008
GIORNATA DEL VOLO 20/7/2008




L'evento con le ali. Piccoli e non più piccoli di fronte alla passione e al sogno dell'uomo per antonomasia: Volare! Battesimi del fuoco, aeromodellismo, tecnologia e moltro altro ancora. Il Paradiso degli appassionati del volo prende forma nella sua seconda edizione a Grazzanise, presso l'Aeroporto Militare dove ha sede il 9° stormo intitolato all'eroe dei cieli Francesco Baracca. Lasciarsi scappare una giornata ricca di eventi e una moltitudine di emozioni è imperdonabile. Chi non ha mai, guardando un uccello in volo, pensato: Vorrei essere al posto suo! L'evento ha tra le mire la volontà di avvicinare quanti più possibile alla disciplina del volo attraverso i tanti aeroclub che affollano i cieli d'Italia. Trascina l'entusiasmo con cui l'organizzatore, Gerardo Vaiano presidente dell'aeroclub Volturno Fly, ha rinnovato ed arricchito l'appuntamento di quest'anno e stimolano ancor più le prospettive e le aspirazioni di crescita della manifestazione sulle quali l'intero Staff sta investendo.
Fateci un salto e rimarrete in volo per tutta la vita anche voi!

Francesco Morra





permalink | inviato da Spinnaker il 19/7/2008 alle 21:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 luglio 2008
IPHONE .... Che dire?
500€ ...
Ho da almeno due anni un Nokia N95 con una decina di micro sd da diversi gigabite e non ho mai trovato alcun problema di compatibilità. quando spesi quei benedetti soldi, non pochi per la verità, non avrei mai voluto trovarmi fuori dal mondo della connettività multimediale. E così non è stato. L'n95 con la sua fotocamera da 5 megapixel, un bluetooth formidabile e con la capacità di leggere tutti i tipi di file (TUTTI) mi sta da ndo immense soddisfazioni e continuerà a darmene per molto tempo. L'unico modo per dare valore ad un oggetto, in questo mondo figlio del consumismo, è informarsi bene sui limiti di ciò che si vuole acquistare e, analizzando le altre offerte del mercato, fare la scelta giusta. Sono certo nel consigliare, a malincuore dati i miei trascorsi da maccofilo sfegatato, di non spendere una "lira" (non mi sbaglio a dire lira, visto che nell'immagginario collettivo è l'unica moneta che ha ancora un valore) per l'IPHONE. di seguito vi spiego in pochi punti il perché. Intanto resta il fatto che per questi soldi c'è oggi di meglio: apparecchi che sono veri e propri uffici ambulanti, senza limiti di operabilità e di comunicazione. E pensare che la Apple faceva della sua invincibilità proprio l'assenza di virus e bug di sistema. Se avessimo voluto un apparecchio inutile avremmo coperato ad un prezzo inferiore un PC!!!
Ricordate che la forza delle multinazionali e delle grandi imprese sono i nostri "spiccioli". Si proprio i nostri "spiccioli" che si traducono in ore di lavoro, impegno nello studio, sacrifici e sacrifici. Quando fanno un prodotto inutile e non sono giustificati, perchè esistono chiari esempi da emulare e superare sul mercato, devono subire l'indifferenza del compratore.
Sarò il primo a spendere quei soldi quando cacceranno un modello di IPHONE che meriterà di essere pagato tanto.

Pochi punti per non buttare via un milione di lire:
1.    Mancanza del copia ed incolla:
sorprendente quanto frustrante, la mancanza di questa funzione che usiamo molto frequenzemente non è stata risolta con il firmware 2.0.
2.    Impossibile inoltrare i messaggi sms
come facciamo, ad esempio, ad inoltrare un numero di telefono con indirizzo, senza doverlo riscrivere?
3.    Mancanza degli MMS
Autoritarismo Apple? Sembra strano che gli operatori abbiano accettato di perdere i fortissimi guadagni sugli MMS. Tra l'altro nel pacchetto abbonamento che ci costringono a comprare i gestori della telefonia a vita per "usare a pieno" il melafonino.
4.    Bluetooth chiuso per i trasferimenti file
Niente di più noioso. Per mandare un file non resta che spedire una e-mail. per non parlare dell'opportunità di avere un modem per il nostro portatile, pressoché nulla.
5.    Email, un attachment alla volta
Per mandare cinque fotografie bisogna spedire cinque e-mail, allegando una foto alla volta.
6.    Safari: ottimo browser, ma non supporta ancora upload delle fotografie
Se volete inserire, ad esempio, una foto nel vostro Blog preferito, con il browser internet è impossibile, dovete avere un’applicazione ad hoc.
7.    La batteria, con il 3G, dura circa il 20% in meno
Questo è normale, dovuto alle maggiori risorse consumate dalla versione 3G. Ma non ne potete avere una di scorta.
8.    La tastiera a schermo, diciamolo, non piace a tutti.
L’assenza di feedback, i tasti disegnati su un’area ristretta, il sole riflesso nello schermo… la tastiera a schermo è un compromesso che in molti non sono pronti a fare.
9.    Safari non supporta Flash
Flash, la piattaforma multimediale più diffusa in assoluto su Internet, non è supportata dall’iPhone (neanche nella versione Flash Lite, disponibile invece su qualunque altro telefonino recente).
10.     No video e fotocamera a 2 MP
Nessuna rivoluzione, solita fotocamera della prima generazione, niente flash ne autofocus. Niente video!
Se volete delle possibilità di utilizzo in più indovinate cosa è possibile fare?
Pagare! Pagare! Pagare! ogni applicazione in più si paga. E se siete fortunati con i btorrent potete trovare delle funzioni aggiuntive che i siti ufficiali non hanno!
Stevy per noi consumatori sei rimandato a settembre. Ti tocca studiare sul serio, noi europei non ci facciamo abbindolare facilmente dallo show come i tuoi compaesani.
Con affetto, FM
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Non c'è cosa fatta dall'essere umano che egli stesso non possa distruggere e ricostruire.
FM

Ho appena finito di leggere Mind fucking, il testo di psicologia più terapeutico che abbia mai analizzato. Leggetelo è un'ottimo abbecedario del comportamento interpersonale.

Voglio precisare che la politica non è il mio pane, ma come dice un mio caro amico "se non te ne interessi sarà comunque lei ad interessarsi di te"

Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione.
Edmund BURKE






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